Ascensione greca
L'aria tersa di quest'ultima settimana di maggio toglie
profondità di campo ai colori dell'isola, che sembra una litografia
panoramica di Valerio Adami con quelle sue provocatorie tinte piatte.
Scendo la piccola striscia d'asfalto in motorino pensando che ho fatto
bene a indossare il giubbotto perché mi protegge dall'Austro che arriva
dal mare quasi piatto.
Mi fermo nella piazza centrale, dove c'è la chiesa con la facciata simil-bordeaux
e guardo incuriosito un sentiero di petali colorati che spicca sulla
pietra chiara della pavimentazione. Tanti rossi diversi di petali di
rose, di gerani e garofani, punteggiati dal verde intenso delle foglie
d'alloro, per indicare -mi spiega Spiros della taverna accanto- a tutti
i fedeli il percorso simbolico dell'Ascensione, che precede di dieci
giorni la Pentecoste.
Vedo i fiori delicati sparsi sulla pietra lucida delle stradine tutto
intorno alla chiesa, fino al porticciolo, e penso all'asfalto grigio
e sporco della mia città e mi chiedo ancora una volta perché devo tornarci
e lasciare tutta questa bellezza.
E' il primo di giugno. Sui tavolini dei bar compare il Paxos News, la
prima rivista dedicata all'isola, tutta rigorosamente in greco, che
attira l'attenzione dei residenti, otto facciate tabloid a colori che
ragazzini e pensionati sfogliano con curiosità e malcelato orgoglio.
Ne prendo una copia da portare a casa, testimonianza -anche se per me
incomprensibile- di un avvenimento culturale e di costume. Ma adesso
sono quasi le 3 del pomeriggio e sta per arrivare l'idrovolante -qui
lo chiamano idroplano- proprio all'imboccatura del canale.
Sento il biturbo che s'avvicina e quando svolto la curva vedo il DHC6
Pegasus da 20 posti appoggiare i suoi due lunghi scarponi galleggianti
sull'acqua piatta. Col muso ben alto, traccia due brevi scie bianche
prima di fermarsi quasi subito grazie all'inversione del passo delle
eliche operata dal secondo pilota, come gli ho visto fare durante il
mio viaggio d'arrivo. L'aeroscafo bianco e blu scivola lento e goffo
ma attracca con inaspettata agilità al pontone manovrando le due eliche.
Sono gli stessi piloti a scaricare le sacche e consegnarle ai passeggeri
ancora eccitati per la breve avventura acqua-aria-acqua.
Ho appena assistito a una svolta epocale, dopo decenni di traversate
all'odor di nafta sul Kamelia scrostato, ormai retrocesso ai collegamenti
con l'Albania. E pavento la prossima, che potrebbe portarsi via con
i petali di rosa il mio romanticismo ellenico.
Bruno Bonsignore Gaios, 1 giugno 2006